La pagina del Trekking montano

La Maiella

La montagna della Maiella, la "montagna Madre" definita da D'Annunzio, offre agli escursionisti,  una rete di sentieri e percorsi, che sicuramente ripagheranno la fatica e gli sforzi da essi profusi con la vista di stupendi paesaggi e magnifici colpi d'occhio. Sarà possibile passeggiare tra verdeggianti faggete, costeggiare i corsi di fiumi e torrenti incassati tra le pareti rocciose di canyon, arrampicarsi tra paesaggi lunari desolati e sassosi.

 Questa montagna ha un fascino tutto particolare. Confrontata con il Gran Sasso, che mantiene tutte le caratteristiche di una montagna alpina, la Maiella suggerisce l' idea di un ammasso informe, ma che nasconde meraviglie inaspettate. E' una montagna aspra e faticosa. Il Monte Amaro, infatti, la cima più alta del massiccio,  non avrebbe potuto avere nome più azzeccato. Allo stesso tempo, però, nel corso dei secoli, ha offerto rifugio e protezione a chi era  disposto a convivere con la sua asprezza. Nei suoi valloni, infatti sorgevano numerosi eremi e monasteri che durante le frequenti incursioni saracene del passato godevano di una certa inaccessibilità. Più recentemente, bande di briganti prima e brigate di partigiani poi, si sono rintanate in questo guscio protettivo, perpetuando abitudini millenarie.

Durante gli anni che vanno dall' 83 ad oggi, ho avuto modo di percorrere una parte dei numerosi sentieri che attraversano la montagna, ed ora credendo di fare cosa gradita a chi ha intenzione di intraprendere questa attività di trekking, ho intenzione di descrivere i percorsi più importanti e che è possibile seguire senza incontrare particolari difficoltà.

Per affrontare in maniera adeguata i percorsi sulla Maiella, ma anche su qualsiasi altra montagna, bisogna essere animati soprattutto da uno certo spirito di sacrificio. Non è necessario un fisico eccezionale. Se non c'è sufficiente motivazione, la nostra testa avrà il sopravvento su muscoli e fiato poderosi. Sarete dei veri trekker quando alla fine della giornata, vi dispiacerà togliervi gli scarponi, nonostante il dolore ai piedi e la stanchezza, quando non vedrete l'ora di metterli di nuovo per la prossima escursione.Certo non si può pensare di arrivare sulla cima del monte Amaro dopo essere stati un anno a poltrire davanti alla tv o dietro ad una scrivania. Un paio di giorni alla settimana e due o tre settimane prima di iniziare, sarebbe il caso di fare una mezz'ora di corsa per allenare fiato e gambe. Niente altro. Ho scelto come riferimento bibliografico, il volume "A piedi in Abruzzo" vol.2 di Stefano Ardito, relativo ai percorsi sui monti della parte meridionale dell' Abruzzo. Contiene descrizioni più dettagliate delle mie, compreso la lista delle cartine IGM da consultare. Credo sia un' ottima guida visto che ho potuto sperimentarla di persona. Senz'altro utile, se non si vuole fare la collezione delle cartine IGM necessarie, e contenente anche tutti gli ultimi aggiornamenti, la carta della Maiella edita dal CAI, in vendita in alcune librerie (una tra tutte la Libreria dell'Università in via Parini a Pescara).

Sempre in tema di orientamento, la tecnologia moderna offre la possibiita' di utilizzare il GPS. Esistono modelli di vario tipo, cartografici e non. Personalmente, dispongo di un modello della Garmin l'eTrex base che consente di memorizzare punti di interesse, rotte e  percorsi. Questi, possono essere caricati nel GPS tramite PC. Alcune publicazioni dell'editoriale Il Lupo, dedicate a Maiella, Gran Sasso e altre montagne abruzzesi, contengono percorsi e punti di interessi gia' pronti che possono essere scaricati sul GPS.

I percorsi sulla Maiella:

Monte Amaro (2793 m) dal Blockhaus (2045 m), via normale da Nord

Monte Amaro da Fonte Romana (1236 m )

Monte Pescofalcone (2564 m) da Guado S.Antonio (1200 m)

Monte Pescafalcone (2564 m) dal Blockhaus (2045 m)

Valle dell'Orfento dal ponte di Caramanico (550 m) al ponte della Pietra (1080 m)

Monte Morrone (2060 m) da Guado S.Leonardo (1280 m)

La Maielletta (1995 m) da Piana delle Mele (930 m)

Anello Pennapiedimonte (670 m), la Rapina, Blockhaus (2045 m), Gobbe di Selvaromana, Linaro, Pennapiedimonte

Rifugio di fonte Tari (1870 m) da Palombaro (770 m)


La catena del Gran Sasso

Montagna decisamente diversa morfologicamente parlando dalla Maiella. Il Corno Grande in particolare, la vetta più elevata di tutto il sistema, presenta caratteristiche dolomitiche. Infatti a chi già ha avuto modo di vedere il Sassolungo dalla Val Gardena, fa presto ad accorgersi della somiglianza quando percorre la strada che attraversa Campo Imperatore e vede il Corno Grande illuminato dal sole al mattino presto. Le caratteristiche più alpine, ne fanno una montagna che dal punto di vista escursionistico è più divertente e spettacolare. E' possibile cimentarsi su tratti di I e II grado o su ferrate, o su vie alpinistiche per rocciatori esperti.

Nella mia esperienza di escursionista, ho avuto modo sia di seguire le facili vie che richiedono solo un buon allenamento e che impegnano solo con qualche passaggio di I, che di cimentarmi con percorsi via via piu' difficili che richiedono di affrontare passaggi di II grado come la via Gualerzi che sale dal ghiacciaio del Calderone fino alla vetta Centrale. Molto divertenti, sono le varie vie ferrate come la Danesi che sale al Corno Piccolo o la Ricci che dal rifugio Franchetti sale verso la Vetta Orientale. Consentono bei colpi d'occhio sulle valli e sulle catene montuose circostanti.

Corno Grande (2912 m) dall'albergo di Campo Imperatore (2130 m) , via normale da nord 3h in salita, 2 h in discesa 

Corno Grande per la direttissima sud

Corno Piccolo via attrezzata Danesi

Via attrezzata Ventricini

Vetta Orientale via attrezata Ricci

Vetta Centrale via alpinistica Gualerzi

Bivacco Bafile via attrezzata dal Sassone

Il sentiero del Centenario da vado di Corno a Fonte vetica

Monte Camicia da Fonte vetica per il vallone di Vradda

Monte Prena dalla Fornaca