Da Selvaromana (1246 m) al Monte Amaro (2793 m). 5h30 in salita 3h30 in discesa.

E' un percorso piuttosto lungo, diviso in due parti, una salita abbastanza lunga e impegnativa fino alla Forchetta di Maiella, seguita da un percorso più riposante lungo la valle di Femmina morta fino alla sommità del gruppo. L' ho trovata infestata da tafani le cui punture si sono fatte sentire in seguito, proteggetevi con qualche spray repellente. Il sentiero parte dalla strada asfaltata che da S.Eufemia va verso Fonteromana. Bisogna oltrepassare il bivio per Pacentro e dopo meno di un chilometro sulla sinistra vi è un cartello giallo del Cai all'inizio di una sterrata chiusa da una catena. Si prosegue a piedi passando vicino ad un tholos, antico riparo in pietra di pastori. La sterrata si inoltra nel bosco di faggi, da qui, con la salita inizia il percorso segnato giallo e rosso. Dopo circa 2h30 il bosco inizia a diradarsi e si giunge alla fonte dell'Orso (1706 m, 2h30) da dove sgorga un tenue filo d'acqua. Il sentiero, a questo punto, prosegue per un pendio erboso e seguendo un ampio tornante verso sinistra arriva la fondo del vallone. Da qui, si prosegue per la Forchetta di Maiella (3h30), che si affaccia sul Fondo di Femminamorta, alla fine dell' omonima valle. Si segue il sentiero che prosegue verso Nord sul fondo della valle e poi si alza sul bordo orientale risalendo il pendio. A questo punto, è visibile la cupola rossa del bivacco Pelino sul monte Amaro. Seguendo il sentiero e una volta arrivati al bordo orientale della valle, si giunge alla grotta Canosa, situata sotto un salto di roccia, in un altopiano sassoso. Si prosegue sulla cresta che compie un largo giro verso destra fino alla cima di monte Amaro. In discesa è possibile seguire la direttissima che scende verso Guado S.Leonardo, un percorso piuttosto impegnativo che si getta per la rava della Giumenta Bianca, un canalone ghiaioso ed in ripida pendenza che permette una rapida discesa di circa 200-300 metri. Per seguire il percorso si scende dal bivacco in direzione di Guado S.Leonardo seguendo le tracce di sentiero che scendono sul ripido pendio della pietraia, si giunge ad un ripiano che poi si getta nel canalone diritto e marcato per parecchie centinaia di metri, e che arriva fino al limite del bosco. Da qui si cerca il sentiero che prosegue a sinistra percorrendo il prato. Ci si inoltra nel bosco fino a giungere in vista di un fontanile prima di arrivare alla strada asfaltata a circa due chilometri più a Nord del punto di partenza.  Percorso che sconsiglio vivamente di seguire in salita.